Vederlo raccogliere e ingerire le feci durante la passeggiata può far pensare subito a una malattia o a una carenza alimentare. Quando un cane diventa coprofago, però, il comportamento può avere origini molto diverse: curiosità, abitudine, stress, fame oppure un disturbo digestivo. Capire la causa aiuta a scegliere il rimedio giusto e a evitare reazioni che finiscono per peggiorare il problema.
Il punto essenziale per interrompere l’abitudine
- La coprofagia è frequente nei cuccioli e spesso diminuisce con la maturità.
- Un esordio improvviso nell’adulto merita un controllo veterinario.
- La raccolta immediata delle feci è la misura più efficace per evitare che il comportamento si consolidi.
- Punizioni e rimproveri aggressivi possono aumentare ansia e velocità di ingestione.
- Integratori e rimedi casalinghi non sono risolutivi se esiste una causa medica o comportamentale non affrontata.

Quando mangiare le feci è un comportamento normale
Il termine veterinario è coprofagia e indica l’ingestione di feci proprie o di altri animali. Nei cuccioli può comparire come parte dell’esplorazione dell’ambiente, soprattutto durante la fase in cui usano naso e bocca per conoscere tutto ciò che li circonda.
Anche la madre ingerisce normalmente le feci dei piccoli per mantenere pulita la cuccia. Alcuni cuccioli possono osservare e imitare questo comportamento, mentre altri lo scoprono semplicemente per curiosità o perché il materiale contiene ancora odori di cibo non completamente digerito.
Secondo dati riportati da VCA Animal Hospitals, circa il 23% dei cani ha ingerito feci almeno una volta e una parte più ridotta lo fa in modo abituale. Questo non significa che il problema vada ignorato, ma aiuta a ridimensionare il disgusto iniziale: spesso non è un segno di “cattiveria” né di scarsa educazione.
Le cause non sono tutte comportamentali
La spiegazione più comune è comportamentale, ma io non partirei mai dall’idea che il cane lo faccia soltanto per vizio. Prima bisogna osservare quando è iniziato il comportamento, quale tipo di feci cerca e se sono comparsi altri cambiamenti nella salute.
Curiosità, noia e abitudine
Un cane lasciato a lungo senza attività può cercare stimoli anche in modo poco piacevole per noi. La noia, la frustrazione, la scarsa supervisione e l’accesso ripetuto alle feci possono trasformare un episodio occasionale in una consuetudine.
In alcuni casi il comportamento viene rinforzato involontariamente. Se il proprietario urla, rincorre il cane o reagisce con grande agitazione, l’animale può imparare che quella “preda” provoca attenzione e può iniziare a ingoiarla più rapidamente.
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Alimentazione e disturbi digestivi
Una razione troppo scarsa, una dieta poco equilibrata o un alimento difficile da digerire possono aumentare la ricerca di cibo. Il problema può essere legato anche a parassiti intestinali, malassorbimento, insufficienza pancreatica esocrina o altre patologie gastrointestinali.
Se compaiono feci molto abbondanti, molli, lucide o con residui di alimento, perdita di peso nonostante la fame, diarrea o gonfiore, la componente medica diventa più probabile. Anche diabete, sindrome di Cushing e alcuni farmaci, come i corticosteroidi, possono aumentare l’appetito e favorire l’ingestione di materiali insoliti.
| Situazione osservata | Possibile interpretazione | Prima mossa utile |
|---|---|---|
| Cucciolo che lo fa occasionalmente | Esplorazione o abitudine ancora recente | Supervisione, pulizia rapida e rinforzo positivo |
| Adulto che inizia all’improvviso | Possibile causa medica o forte stress | Contattare il veterinario |
| Feci molli, dimagrimento o fame intensa | Problema digestivo, parassiti o malassorbimento | Visita ed esame delle feci |
| Ricerca soprattutto di feci di gatto o erbivori | Comportamento di raccolta e attrazione per odori specifici | Limitare l’accesso e aumentare il controllo |
Quali rischi corre e quando serve il veterinario
L’ingestione di una piccola quantità di feci proprie non provoca necessariamente conseguenze immediate, ma non è un comportamento sicuro da incoraggiare. Le feci di altri animali possono contenere uova di parassiti, protozoi, batteri o virus, oltre a residui di farmaci e sostanze non adatte al cane.
Il rischio dipende dalla provenienza delle feci, dallo stato di salute dell’animale e dalla frequenza dell’ingestione. Dopo un episodio isolato, se il cane sta bene, di solito è sufficiente osservarlo e offrirgli acqua; vomito persistente, diarrea intensa, abbattimento o dolore addominale richiedono invece un parere rapido.
Farei controllare il cane anche quando il problema compare per la prima volta in età adulta, diventa quotidiano o si associa a sete eccessiva, aumento della minzione, dimagrimento, fame insaziabile, letargia o cambiamenti nella consistenza delle feci. Il veterinario può iniziare con visita clinica ed esame delle feci, aggiungendo analisi del sangue o test pancreatici se i sintomi lo suggeriscono.
Come interrompere la coprofagia nella vita quotidiana
La strategia più concreta è impedire l’accesso alle feci mentre si lavora sull’educazione. La mia regola pratica è semplice: meno occasioni di successo ha il cane, più facilmente l’abitudine si indebolisce.
- Raccogli subito le feci in casa e in giardino. Durante la passeggiata, osserva il cane nei minuti in cui tende a evacuare.
- Usa il guinzaglio nelle aree a rischio, senza strattoni. La distanza permette di intervenire prima che il cane afferri qualcosa.
- Insegna “lascia” e il richiamo lontano dalle feci, iniziando in un ambiente tranquillo e premiando con un bocconcino gradito.
- Premia il comportamento alternativo. Dopo l’evacuazione, chiama il cane verso di te, chiedi una posizione semplice e ricompensalo prima di pulire.
- Aumenta attività e stimoli mentali con passeggiate esplorative, giochi olfattivi e dispenser che richiedono di lavorare per ottenere il cibo.
- Controlla la razione con il veterinario, soprattutto se il cane è dimagrito, ha sempre fame o segue una dieta casalinga.
Il comando “lascia” non si costruisce urlando nel momento critico. Io lo alleno prima con oggetti di poco interesse, poi aumento gradualmente la difficoltà: in questo modo il cane impara che allontanarsi da ciò che ha trovato porta a una ricompensa migliore.
Cosa evitare e quali rimedi hanno limiti reali
Mettere il muso del cane nelle feci, punirlo dopo l’episodio o rincorrerlo sono errori frequenti. Non insegnano quale comportamento scegliere e possono creare paura, conflitto o la tendenza a ingerire tutto velocemente per non farsi raggiungere.
Esistono prodotti che promettono di rendere le feci sgradevoli, ma il risultato è variabile. Nessun integratore sostituisce la diagnosi della causa, e rimedi come ananas, yogurt o aggiunte casuali alla ciotola non hanno un effetto garantito. Prima di somministrare qualsiasi prodotto, soprattutto a un cucciolo o a un cane con problemi intestinali, chiederei consiglio al veterinario.
Se dopo 2-4 settimane di gestione coerente il comportamento non diminuisce, oppure se il cane protegge le feci, mostra ansia o ingoia anche oggetti non commestibili, può servire l’aiuto di un educatore cinofilo qualificato o di un veterinario esperto in comportamento. La collaborazione è particolarmente utile quando il problema è diventato automatico e non dipende più soltanto dall’occasione.
La svolta arriva dalla combinazione di controllo e comprensione
Un cane che mangia le feci non va umiliato, ma nemmeno lasciato libero di ripetere il comportamento. Visita veterinaria quando necessario, raccolta tempestiva, addestramento gentile e maggiore stimolazione formano il percorso più affidabile.
Se si tratta di un cucciolo sano, gli episodi possono ridursi con la crescita; se invece il comportamento è improvviso, insistente o accompagnato da altri sintomi, la priorità è capire cosa lo sta alimentando. Agire presto rende il lavoro più semplice e protegge meglio la salute del cane.