Perché il cane mangia le feci e come fermare la coprofagia

15 luglio 2026

Un cane coprofago annusa delle feci sul legno.

Indice

Vederlo raccogliere e ingerire le feci durante la passeggiata può far pensare subito a una malattia o a una carenza alimentare. Quando un cane diventa coprofago, però, il comportamento può avere origini molto diverse: curiosità, abitudine, stress, fame oppure un disturbo digestivo. Capire la causa aiuta a scegliere il rimedio giusto e a evitare reazioni che finiscono per peggiorare il problema.

Il punto essenziale per interrompere l’abitudine

  • La coprofagia è frequente nei cuccioli e spesso diminuisce con la maturità.
  • Un esordio improvviso nell’adulto merita un controllo veterinario.
  • La raccolta immediata delle feci è la misura più efficace per evitare che il comportamento si consolidi.
  • Punizioni e rimproveri aggressivi possono aumentare ansia e velocità di ingestione.
  • Integratori e rimedi casalinghi non sono risolutivi se esiste una causa medica o comportamentale non affrontata.

Un cane coprofago, forse per noia o stress, potrebbe trovare il cibo non digerito nel suo stesso escremento appetitoso.

Quando mangiare le feci è un comportamento normale

Il termine veterinario è coprofagia e indica l’ingestione di feci proprie o di altri animali. Nei cuccioli può comparire come parte dell’esplorazione dell’ambiente, soprattutto durante la fase in cui usano naso e bocca per conoscere tutto ciò che li circonda.

Anche la madre ingerisce normalmente le feci dei piccoli per mantenere pulita la cuccia. Alcuni cuccioli possono osservare e imitare questo comportamento, mentre altri lo scoprono semplicemente per curiosità o perché il materiale contiene ancora odori di cibo non completamente digerito.

Secondo dati riportati da VCA Animal Hospitals, circa il 23% dei cani ha ingerito feci almeno una volta e una parte più ridotta lo fa in modo abituale. Questo non significa che il problema vada ignorato, ma aiuta a ridimensionare il disgusto iniziale: spesso non è un segno di “cattiveria” né di scarsa educazione.

Le cause non sono tutte comportamentali

La spiegazione più comune è comportamentale, ma io non partirei mai dall’idea che il cane lo faccia soltanto per vizio. Prima bisogna osservare quando è iniziato il comportamento, quale tipo di feci cerca e se sono comparsi altri cambiamenti nella salute.

Curiosità, noia e abitudine

Un cane lasciato a lungo senza attività può cercare stimoli anche in modo poco piacevole per noi. La noia, la frustrazione, la scarsa supervisione e l’accesso ripetuto alle feci possono trasformare un episodio occasionale in una consuetudine.

In alcuni casi il comportamento viene rinforzato involontariamente. Se il proprietario urla, rincorre il cane o reagisce con grande agitazione, l’animale può imparare che quella “preda” provoca attenzione e può iniziare a ingoiarla più rapidamente.

Leggi anche: Psicologia dei cani - segnali, apprendimento e benessere

Alimentazione e disturbi digestivi

Una razione troppo scarsa, una dieta poco equilibrata o un alimento difficile da digerire possono aumentare la ricerca di cibo. Il problema può essere legato anche a parassiti intestinali, malassorbimento, insufficienza pancreatica esocrina o altre patologie gastrointestinali.

Se compaiono feci molto abbondanti, molli, lucide o con residui di alimento, perdita di peso nonostante la fame, diarrea o gonfiore, la componente medica diventa più probabile. Anche diabete, sindrome di Cushing e alcuni farmaci, come i corticosteroidi, possono aumentare l’appetito e favorire l’ingestione di materiali insoliti.

Situazione osservata Possibile interpretazione Prima mossa utile
Cucciolo che lo fa occasionalmente Esplorazione o abitudine ancora recente Supervisione, pulizia rapida e rinforzo positivo
Adulto che inizia all’improvviso Possibile causa medica o forte stress Contattare il veterinario
Feci molli, dimagrimento o fame intensa Problema digestivo, parassiti o malassorbimento Visita ed esame delle feci
Ricerca soprattutto di feci di gatto o erbivori Comportamento di raccolta e attrazione per odori specifici Limitare l’accesso e aumentare il controllo

Quali rischi corre e quando serve il veterinario

L’ingestione di una piccola quantità di feci proprie non provoca necessariamente conseguenze immediate, ma non è un comportamento sicuro da incoraggiare. Le feci di altri animali possono contenere uova di parassiti, protozoi, batteri o virus, oltre a residui di farmaci e sostanze non adatte al cane.

Il rischio dipende dalla provenienza delle feci, dallo stato di salute dell’animale e dalla frequenza dell’ingestione. Dopo un episodio isolato, se il cane sta bene, di solito è sufficiente osservarlo e offrirgli acqua; vomito persistente, diarrea intensa, abbattimento o dolore addominale richiedono invece un parere rapido.

Farei controllare il cane anche quando il problema compare per la prima volta in età adulta, diventa quotidiano o si associa a sete eccessiva, aumento della minzione, dimagrimento, fame insaziabile, letargia o cambiamenti nella consistenza delle feci. Il veterinario può iniziare con visita clinica ed esame delle feci, aggiungendo analisi del sangue o test pancreatici se i sintomi lo suggeriscono.

Come interrompere la coprofagia nella vita quotidiana

La strategia più concreta è impedire l’accesso alle feci mentre si lavora sull’educazione. La mia regola pratica è semplice: meno occasioni di successo ha il cane, più facilmente l’abitudine si indebolisce.

  1. Raccogli subito le feci in casa e in giardino. Durante la passeggiata, osserva il cane nei minuti in cui tende a evacuare.
  2. Usa il guinzaglio nelle aree a rischio, senza strattoni. La distanza permette di intervenire prima che il cane afferri qualcosa.
  3. Insegna “lascia” e il richiamo lontano dalle feci, iniziando in un ambiente tranquillo e premiando con un bocconcino gradito.
  4. Premia il comportamento alternativo. Dopo l’evacuazione, chiama il cane verso di te, chiedi una posizione semplice e ricompensalo prima di pulire.
  5. Aumenta attività e stimoli mentali con passeggiate esplorative, giochi olfattivi e dispenser che richiedono di lavorare per ottenere il cibo.
  6. Controlla la razione con il veterinario, soprattutto se il cane è dimagrito, ha sempre fame o segue una dieta casalinga.

Il comando “lascia” non si costruisce urlando nel momento critico. Io lo alleno prima con oggetti di poco interesse, poi aumento gradualmente la difficoltà: in questo modo il cane impara che allontanarsi da ciò che ha trovato porta a una ricompensa migliore.

Cosa evitare e quali rimedi hanno limiti reali

Mettere il muso del cane nelle feci, punirlo dopo l’episodio o rincorrerlo sono errori frequenti. Non insegnano quale comportamento scegliere e possono creare paura, conflitto o la tendenza a ingerire tutto velocemente per non farsi raggiungere.

Esistono prodotti che promettono di rendere le feci sgradevoli, ma il risultato è variabile. Nessun integratore sostituisce la diagnosi della causa, e rimedi come ananas, yogurt o aggiunte casuali alla ciotola non hanno un effetto garantito. Prima di somministrare qualsiasi prodotto, soprattutto a un cucciolo o a un cane con problemi intestinali, chiederei consiglio al veterinario.

Se dopo 2-4 settimane di gestione coerente il comportamento non diminuisce, oppure se il cane protegge le feci, mostra ansia o ingoia anche oggetti non commestibili, può servire l’aiuto di un educatore cinofilo qualificato o di un veterinario esperto in comportamento. La collaborazione è particolarmente utile quando il problema è diventato automatico e non dipende più soltanto dall’occasione.

La svolta arriva dalla combinazione di controllo e comprensione

Un cane che mangia le feci non va umiliato, ma nemmeno lasciato libero di ripetere il comportamento. Visita veterinaria quando necessario, raccolta tempestiva, addestramento gentile e maggiore stimolazione formano il percorso più affidabile.

Se si tratta di un cucciolo sano, gli episodi possono ridursi con la crescita; se invece il comportamento è improvviso, insistente o accompagnato da altri sintomi, la priorità è capire cosa lo sta alimentando. Agire presto rende il lavoro più semplice e protegge meglio la salute del cane.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Nei cuccioli può comparire durante l’esplorazione dell’ambiente e spesso diminuisce con la maturità. Può dipendere da curiosità, imitazione della madre, noia o dall’odore di alimento non completamente digerito nelle feci.

Un esordio improvviso in età adulta, un comportamento quotidiano o sintomi come dimagrimento, fame intensa, diarrea, feci molli, sete eccessiva, aumento della minzione o letargia richiedono un controllo veterinario. La visita può includere esame delle feci, analisi del sangue o test pancreatici.

Raccogli subito le feci, limita l’accesso con il guinzaglio nelle aree a rischio e insegna il comando “lascia” lontano dalla situazione critica. Dopo l’evacuazione, richiama il cane, chiedi un comportamento semplice e premialo; aumentare passeggiate, giochi olfattivi e stimoli mentali può ridurre noia e frustrazione.

Il loro effetto non è garantito e questi rimedi non risolvono una causa medica o comportamentale. Prima di somministrare prodotti, soprattutto a un cucciolo o a un cane con problemi intestinali, è meglio chiedere consiglio al veterinario.

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coprofagia cuccioli parassiti richiamo disturbi digestivi

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Sasha Testa

Sasha Testa

Sono Sasha Testa e da 6 anni osservo da vicino il comportamento e le abitudini alimentari degli animali domestici, un interesse nato guardando crescere i miei stessi compagni a quattro zampe. Su petsgourmet.it racconto quello che imparo strada facendo, dal modo in cui scegliere gli ingredienti giusti fino ai piccoli accorgimenti quotidiani che migliorano davvero la qualità della loro vita. Cerco sempre di spiegare le cose in modo semplice, mettendo a confronto fonti diverse e restando aggiornata sulle novità del settore, così da offrire contenuti utili anche a chi si avvicina per la prima volta a questi temi.

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